Novembre 2020

Prealpi e Dolomiti Bellunesi

 

MAGIE D’AUTUNNO

IN VIAGGIO LUNGO LA VALBELLUNA, L’ALPAGO E LA SECOLARE FORESTA DEL CANSIGLIO



Editoriale Anteprima

Editoriale


“Le impressioni più forti che ho avuto da bambino appartengono alla terra dove sono nato, la Valle di Belluno, le selvatiche montagne che la circondano e le vicinissime Dolomiti”. Questo confidava Dino Buzzati – giornalista del Corriere della Sera e uno dei grandi narratori del Novecento – in un’intervista del 1960. L’autore de Il deserto dei Tartari era talmente innamorato delle “sue” montagne che la loro eco risuona nella quasi totalità dei suoi racconti e romanzi. La prima conquista importante del giovane Dino era stata una cima che vedeva dalla villa di famiglia poco fuori Belluno, la Schiara (che lui declinava al maschile, come ci racconta la pronipote Valentina Morassutti a pag. 104), di cui da adulto avrebbe rivendicato il fascino: “Le Dolomiti ci sono anche a Belluno, e non Dolomiti di scarto. Lo Schiara, che sta proprio sopra, ha un fior di parete con dei colori meravigliosi assolutamente all’altezza delle più famose crode”. A distanza di oltre mezzo secolo, quei luoghi restituiscono ancora intatta l’immagine che ne dava Buzzati: “Esistono da noi valli che non ho mai visto da nessun’altra parte. Identiche ai paesaggi di certe vecchie stampe del romanticismo che a vederle si pensava: ma è tutto falso, posti come questi non esistono. Invece esistono: con la stessa solitudine, gli stessi inverosimili dirupi, mezzo nascosti da alberi e cespugli pencolanti sull’abisso, e le cascate di acqua, e sul sentiero un viandante piuttosto misterioso”. Dal 1988 quelle valli e quelle cime a lui tanto care fanno parte del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, che nei suoi oltre 15mila ettari di superficie include – oltre alla Schiara ovviamente – i gruppi montuosi delle Alpi Feltrine, i Monti del Sole, il Talvena, il Pramper, lo Spitz di Mezzodì... Montagne ancora poco conosciute, che continuano a riservare scorci intimi e inattese sorprese. E dove «per una specie di dimenticanza della Storia» come ci ha raccontato un altro scrittore molto amato da queste parti, Antonio Giacomo Bortoluzzi (vedi a pag. 42) «sono rimaste le tracce del vivere comunitario: il paese, la Pro loco, il volontariato, il dono del sangue, gli alpini, la parrocchia, l’associazionismo, forme dello stare insieme che hanno tutte la stessa radice: una promessa di attenzione reciproca». Valore ancor più apprezzabile, di questi tempi.


Marco Casareto

Anteprima del numero "Prealpi e Dolomiti Bellunesi"
In viaggio lungo la Valbelluna, l'Alpago e la secolare foresta del Cansiglio.


Calendario in allegato

Un anno tra i laghi delle Alpi

 

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